Tutti i volti di Human – intervista ad Arthus -Bertrand

“Tutti gli esseri umani sono importanti e hanno qualcosa da dire” sembra dimostrare definitivamente Yann Arthus-Bertrand con il suo ultimo lavoro.

Fotografo, ambientalista e regista francese di fama internazionale, ha presentato in questi giorni a Milano il suo ultimo film: Human, uno straordinario ritratto dell’umanità, un documentario che si interroga sul senso della vita e dell’essere uomini.
2020 interviste, 2 anni e mezzo di riprese in 60 Paesi diversi nel mondo e in 63 lingue:  191 minuti di immagini che ci ricordano la bellezza dell’uomo e del mondo mentre la musica serve a riflettere e a lasciar sedimentare.

Di seguito parte dell’intervista a Arthus -Bertrand pubblicata su: http://www.vita.it/

Com’è nata l’idea del film?
Mentre realizzavo “La terre vue du ciel” (“La terra vista dal cielo”), un progetto fotografico e un libro che ha venduto più di 3 milioni di copie, sono stato in Mali con i contadini che praticano l’agricoltura di sussistenza, che in tutto il mondo sono un miliardo. Mi hanno parlato delle loro paure: la paura della morte, della malattia, la paura di non sentirsi parte del mondo. E quello che mi hanno detto, guardandomi dritto negli occhi, è stato molto più potente di quello che avrebbero potuto dirmi dei giornalisti o degli scienziati.

Ho iniziato nel 2003 a realizzare il progetto: “7 milliards d’Autres”, sulla gente del mondo. 6000 interviste filmate in 84 Paesi da circa 20 reporter per cercare l'”Altro”. Human è ispirato a questo progetto.

Che cosa l’ha spinta a realizzare Human?
Volevo cercare di dare una risposta a tutte quelle domande essenziali che ci poniamo sul senso della vita : perché c’è la guerra, la povertà, la crisi dei rifugiati, l’omofobia… Human è un film politico, che ci fa riflettere sul significato della nostra esistenza attraverso il confronto con l’altro. Ed è un saggio di un regista che vuole parlare d’amore. Nel film le persone parlano anche di felicità, di valori come la famiglia, di amore. Come dice un ragazzino disabile nel film “è solo l’amore che ci salverà”. Human è un film utopistico, ma forse l’utopia è una verità prematura.

Che film è Human?
È un film che parla al cuore della gente. Mostra chi siamo, attraverso le parole di tutte quelle persone che parlano e ti guardano dritto negli occhi, e sono il nostro specchio. Sono tutte quelle persone intervistate che fanno la forza del film. Che deve essere guardato con molta umiltà perché è fatto da tutte quelle persone. È un film molto intimista e spirituale. Ed è sicuramente molto difficile, perché è lungo, è duro, e perché la vita è difficile. È un film che amo molto, che mi arricchisce e mi dà molta felicità. Quando ho fatto il montaggio ho realizzato che nessun attore avrebbe potuto essere più bravo di queste persone, nessuna storia inventata avrebbe potuto essere più forte.

Qual è il suo prossimo progetto?
Si chiama WOMAN ed è un progetto dedicato alle donne, perché dopo avere girato questo film è stato chiaro che dovessimo parlare di donne.

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