Se i muri diventano quadri al quartiere Trullo – Roma

Sette nomi, sette firme di ragazzi del quartiere sono i giovani poeti, “metroromantici” del Trullo a Roma, che hanno deciso di usare i muri per esprimere il loro sentire e per far rinascere la periferia degradata dove sono nati e vissuti. Loro restano anonimi, ma anche ironici e sognatori.

Agli abitanti del quartiere piacciono, e piacciono anche oltre il confine della loro borgata e su facebook. Hanno iniziato nel 2013 e adesso la gente li cerca perché vengano a dipingere di notte la facciata del proprio palazzo.

I pittori anonimi non prendono e non chiedono soldi eppure dipingono di continuo palazzi, panchine, scale, arredano aiuole con vecchi copertoni colorati tramutati in vasi. “Riqualificazione notturna che chiede solo un grazie” e che man mano diventa opera corale: adesso c’è chi scambia opinioni sui colori, chi offre un piatto di spaghetti ad uno dei Pittori Anonimi e chi chiede timido un pennello.

Oggi vengono chiamati a colorare anche da altri quartieri periferici di Roma, e nelle scuole dove affrescano gli edifici con gli alunni.

 

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