I ragazzi stanno bene – il reportage sui figli delle coppie omosessuali in USA

Il foto reportage di Gabriela Hermann “The Kids” è nato dalle interviste a giovani cresciuti da coppie omosessuali in USA per chiedere ai diretti interessati – al di là della legislazione dei vari stati e delle diverse correnti di pensiero – come stanno.

La ragione che l’ha spinta a scegliere questa strada è molto semplice. La madre di Gabriela infatti è omosessuale e intervistare altri che avessero vissuto una condizione simile era per la fotografa il modo migliore per raccontare la sua storia e soprattutto mettere a confronto la sua esperienza con quella degli altri.

«Ho passato gli ultimi 4 anni a fotografare e intervistare ragazzi che avevano uno o due genitori LGBT» ha spiegato la Herman. «Le loro storie personali sono molto varie. Alcuni sono stati adottati, altri sono stati concepiti tramite inseminazione artificiale. Molti altri sono figli di gentitori divorziati. Sono ragazzi cresciuti nelle zone urbane come nelle campagne del Midwest o in altri posti sparsi per la mappa del Paese. Molti di loro si sono destreggiati in giochi di prestigio fra il silenzio e la solitudine per la necessità di difendere le loro famiglie al parco giochi, in chiesa o ai ritrovi alla fine del campi estivi».

Per esempio c’è Hope, che ha due padri gay ed è cresciuta a New York. Hope è stata adottata quando aveva solo 4 mesi da uno dei suoi padri che all’epoca dell’adozione era già apertamente dichiarato. Questo perché all’epoca l’adozione non era permessa alle coppie omosessuali e quindi il mio secondo padre ha potuto regolarizzare la sua posizione solo in seguito. «Sapevo che esistevano altre tipologie di famiglie – racconta Hope – perché vedevo le famiglie dei miei amici e quelle dei miei zii e delle mie ziee e sapevo che le persone avevano qualcosa che chiamavano madre che io non necessariamente avevo, ma non mi sentivo come una minoranza e non ricordo di aver mai sofferto per questa cosa. Credo che i miei genitori abbiano fatto un lavoro fantastico, che mi abbiano aiutata a crescere e ad essere una donna forte. Per quanto riguarda quella domanda, quella su da dove sia arrivata, chi sia mia madre, a volte ci rifletto, mi interrogo altre invece sembra che in termini di importanza questa cosa scompaia».

La storia di Lauren invece è diversa, figlia di una coppia eterosessuale divorziata viene a sapere solo dopo qualche anno dalla rottura dei genitori che suo padre ha in realtà scoperto di essere omosessuale e ha intrapreso una relazione. «Il fatto che i miei fossero divorziati, – specifica Lauren – non mi ha fatto più di tanto focalizzare sul pensiero che mio padre fosse gay. Ora penso che è stato bello per mio figlio poter crescere con ben due nonni e non percepire in alcun modo la differenza. Mio padre e il suo compagno, per mio figlio, sono nonni l’uno tanto quanto l’altro».

Zach è cresciuto Iowa non con due padri, ma con due mamme. E una sorella. Per lui la parola giusta per descrivere la sua famiglia non sia LGBT, ma semplicemente “famiglia”.Aron invece è cresciuto in California, fino a quando aveva 7 anni è stato cresciuto dalle sue due madri, poi, quando tra le due è finita e la sua madre biologica si è risposata con un uomo, si è trasferito a vivere con lei. «Sapevo che la mia famiglia era differente dalle altre, ma non lo trovavo strano. Eravamo solo un diverso tipo di famiglia. Tutto qui».

Nel panorama italiano attuale ci sarebbe chi è pronto a giurare che le vite di Gabriela, Zach, Hope e gli altri sono pura fantascienza se si considera non solo il non riconoscimento dei matrimoni o delle unioni civili, ma anche il fatto che negli ultimi mesi proprio il mondo della scuola viene messo a ferro e fuoco dai detrattori di una presunta teoria gender che predicherebbe la confusione sessuale fra i bambini a colpi di libri pericolosi e perversi come “Piccolo blu e piccolo giallo”.

Tuttavia nel nostro paese ci sono più di 100 mila figli di coppie omosessuali. Il dato è aggiornato al 2014 e si suppone sia orientato a crescere, così come l’urgenza di trovare una soluzione legislativa adeguata per inseguire una realtà che già di fatto sussiste.

 

Per la lettura completa dell’articolo: http://www.left.it/2015/10/17/i-ragazzi-stanno-bene-parlano-i-figli-delle-coppie-omosessuali/

per l’intero reportage: http://thekids.gabrielaherman.com/

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