“Il figlio di Saul” trailer. Per un approccio intellettuale di ricerca sull’Olocausto

Il film Saul fia (Il figlio di Saul) del regista ungherese László Nemes  (38 anni) esce i n Italia il 21 gennaio , già vincitore del gran premio della Giuria a Cannes, il 10 gennaio si è aggiudicato il Golden Globe come miglior film straniero e adesso corre per l’Oscar.

Si può rappresentare l’orrore al cinema? L’orrore è la perdita dell’umanità, che muta gli uomini in “macchine”, costretti per giorni e giorni a sollevare cadaveri, ormai diventati “pezzi”, e a farli ingoiare dai forni crematori per poi disperderne le ceneri nell’acqua, affinché non rimanga più una traccia.

Saul fa parte del Sonderkommando, l’unità speciale di ebrei obbligati dai nazisti a compiere lo sterminio di altri ebrei.

Dalla seguente domanda che ha posto il regista – in aprile a Cinematrix – sembra strutturarsi tutto il film: «Che sensazioni si provano a stare così? Un uomo non può rimanere umano dopo aver cremato centinaia e migliaia di cadaveri in solo poche settimane?»

 

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