Echiseloscorda! Racconti di Servizio Civile

#echiseloscorda: in Russia per costruire una nuova Patria

Da Montalbano alla Russia. Un salto geografico non da poco. Eppure il Servizio Civile offre anche questa opportunità. Abbiamo incontrato Valentino, che ci ha raccontato la sua bellissima esperienza.

Valentino è partito con il progetto “Corpi Civili di Pace Caschi Bianchi: Eurasia” ed è arrivato in Russia, ad Astrakhan.

Di cosa si occupava il progetto di Servizio Civile?

Il progetto riguardava il servizio di strada nei confronti dei senza fissa dimora e io vivevo in una casa famiglia. Due volte a settimana, che poi dopo sono diventate tre, uscivamo per incontrare la gente, dargli un pasto, un tè caldo, ascoltare le loro storie, aiutarli nei loro bisogni per esempio vestiti o medicine. Insomma, cercare di condividere le loro vite per strada.

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Com’era la tua giornata tipo?

Ero molto impegnato dentro casa nelle attività pratiche, oppure con i ragazzini dopo la scuola. Due volte a settimana c’era l’aspetto della condivisione in strada. L’esperienza della condivisone è stata fortissima, fatta peraltro in un contesto molto difficile anche politicamente: ricordo una signora con un bellissimo sorriso che faceva l’elemosina per mantenere sè e i suoi nipoti ucraini; quando ci fu l’abbattimento di un aereo della Malaysia e si pensava a un attentato nei confronti di Putin, lei disse: “Volevano colpire Putin, ma Putin non morirà mai, è protetto da Dio”.

 

Perché hai detto che da due volte siete riusciti ad uscire tre volte a settimana?

Con la responsabile del progetto abbiamo pensato che sarebbe stato bello uscire una volta in più a settimana, soprattutto in inverno che, in Russia non è facile da affrontare visto che si arriva anche a – 20 gradi. Così ho pensato di organizzare un viaggio in bici in Puglia in occasione del mio ritorno per il visto. Mi è sempre piaciuta la bici, ho pensato a un bel viaggio lento con mio fratello e allora ho deciso di fare un percorso a tappe per finanziare la terza uscita. Ho fatto delle tappe in giro per la Puglia, ho riscoperto il legame con mio fratello, ho sensibilizzato la gente sul Servizio Civile e ho raccolto i fondi per i senza tetto della città in cui eravamo. La costanza ci ha premiati.

 

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Perché hai scelto il Servizio Civile e in particolare questo progetto?

Dopo anni di università ho sentito l’esigenza di mettermi alla prova e di scoprire tematiche come la difesa non armata e non violenta del nostro Paese. Quando è uscito il bando del Servizio Civile ho cercato un progetto in Russia, che è un Paese che volevo assolutamente conoscere, in quanto credo che l’Unione Europea, che è un’istituzione in cui io credo molto, debba muoversi verso Est. Quindi la Russia è l’interlocutore principale.

Quindi la scelta di andare all’estero nasce dal tuo desiderio di conoscere questo Pese?

Si, gerarchicamente sapevo che volevo fare il Servizio Civile, lo volevo fare all’estero e volevo andare in Russia.

Il Servizio Civile è un’opportunità di entrare nel mondo del lavoro o è un anno di volontariato? Le opinioni su questo punto che abbiamo raccolto finora sono molto diverse. Tu cosa ne pensi?

Non si può avere un’opinione su cosa è il Servizio Civile, in quanto il suo status è chiarissimo: è uno strumento per adempiere ad un obbligo che è quello della difesa pacifica e non violenta della Patria. Il Servizio Civile è uno strumento innovativo che con metodi non violenti, permette di pensare ad una Patria nuova. Gli effetti che ha il Sc su di noi sono quelli di sviluppare delle professionalità, delle competenze in modo che poi siamo noi stessi che riusciamo ad utilizzarle nel mondo lavorativo. Questo non vuol dire che il Sc è fatto per entrare nel mondo del lavoro. È un dovere del cittadino. Il volontariato è qualcosa di ancora diverso perché non implica la definizione di “difesa non armata e non violenta”. So che può essere considerato un ponte per il lavoro, ma non è nato con questo scopo. Altrimenti sarebbe stato più adeguato mettere fondi a disposizione per corsi di formazione o stage. Il Servizio Civile non è questo e non deve esserlo. Se poi ci si avvicina con quest’ottica, credo che sia responsabilità degli enti formatori fare in modo che si capisca cosa è realmente.

Come è stato quest’anno?

È stato un anno complicatissimo, a tratti pesante, anche pieno di solitudine. Ma questi momenti difficili sono importanti per apprezzare quei momenti di condivisione che hai ottenuto a fatica.

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Ti ha cambiato quest’esperienza?

Mi ha fatto imparare molte cose, mi ha fatto fare delle domande, chiedermi cosa posso fare per la Patria. È una palestra che pone degli obiettivi ma pone anche le domande: “come vuoi che sia la tua Patria”. È stato un anno di interrogativi e riflessioni.

Cosa farai dopo il Servizio Civile?

Questo è solo l’inizio. Adesso cerco la non violenza nella quotidianità. Mi metto alla prova affinché una volta finito il contratto, la difesa non armata e non violenta entri nella mia vita quotidiana. Non è un dovere che dura un anno, ma una vita. Non un dovere pesante , ma qualcosa di cui siamo fieri. La cosa bellissima del Servizio Civile è che ti da un’opportunità: tanti ragazzi, anche alla fine dell’anno di servizio, non hanno capito cos’è la difesa non armata e non violenta o non ne avvertono l’urgenza. Però è un modo per interrogarsi. Mettere un giovane con la sua testa e la sua volontà a difendere il Pese, poi sta a noi capire come proseguire.

Cosa è successo dopo il servizio Civile?

Con una persona che ho conosciuto durante il progetto lavoro a Faenza in una struttura per l’accoglienza dei rifugiati.

Servizio Civile un’occasione per…

Una nuova Patria.

 

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