L’altalena

In un’intervista a fine ottobre la consigliera leghista del Comune di Trento, Katia Rossato, aveva dichiarato che “i bambini stranieri occupano il parco e rimangono seduti sui giochi. Sono un disagio“. Così l’Istituto comprensivo Trento 6 ha pensato di rispondere all’esponente del Carroccio con una canzone sull’integrazione, interpretata proprio dai bimbi, con tanto di videoclip. Il brano si chiama Altalena e lancia il messaggio dell’uguaglianza delle persone, che hanno gli stessi diritti. I giovanissimi studenti cantano, rivolti a un’ideale altalena, “fammi volare, portami in alto per non sentire le frasi ostili di chi divide e le parole di chi mi esclude“.
Al termine della canzone c’è una didascalia, che recita: “I bambini conoscono i loro diritti e ne sono testimonianza attiva ogni giorno. Spesso siamo noi adulti a dimenticarcene, dimentichiamo anche i nostri diritti e altrettanto facilmente non ricordiamo i doveri che puntualmente ciascun diritto richiama. L’altalena vuole essere un modo per tener memoria di ciò che si deve fare sempre e con tutti, emblema dei diritti e doveri in una perfetta alternanza di suoni. L’altalena vuole essere l’augurio speciale affinché ciascuno di noi contribuisca attivamente per quel che può e come può alla propria e all’altrui felicità. L’altalena è frutto di chi ogni giorno dei diritti e dei doveri sanciti nelle Dichiarazioni ne fa uno stile di vita”.

Commenti

13 − tre =