L’arte di ridere

L’arte di ridere (già “In Riso Veritas”) è un percorso esperienziale dedicato alla parte più seria della vita: la possibilità di poterne ridere.

Introduzione

Il ridere è una “cartina tornasole” dello stato di salute psico-fisica di una persona. Quando il riso aumenta in quantità e qualità, la vita migliora, quando è assente per molto tempo la qualità della vita ne risente in modo evidente.
Ridere aiuta a guarire le ferite e a stare meglio in quello che si fa: nonostante ciò molte persone ridono poco, spesso prevalgono risolini, risate isteriche, sorrisi forzati, ma si presentano raramente quelle belle risate “di pancia”.
Ridere fa così bene, perché è l’atto finale di un percorso, anche molto breve, che ci ha visti in qualche modo protagonisti meravigliati e interessati al mondo, rinnovati nelle possibilità di viverlo. E poi ridere fa bene perché provoca iniezione di energia e di movimento in corpi o in relazioni fino a poco prima statici. Ridere avvicina alla parte più profonda e vera di sé stessi, migliora la qualità delle relazioni, avvicina le persone, le rende più disponibili verso gli altri e allontana o ad-dirittura sconfigge il dolore e la sofferenza. Infine, ridere stimola la creatività, ovvero la capacità di utilizzare ciò di cui si dispone per farci cose nuove, più belle e utili.
Se ridere ha tutti questi benefici, rinunciarvi non conviene. Può fare davvero molto male. Chi lo fa è costretto a farlo da qualcosa che lo distrae fortemente, che lo costringe ad avere altre priorità, o perché è stato educato a rinunciare a tutto ciò che può condurre al riso, come il gioco.
Un percorso di formazione può dunque essere di aiuto per recuperare questa parte della propria esistenza, allenarla, trovando il personale modo di giocare, guardare il mondo da diversi punti di vista e, mentre ci si lascia stupire, provare a notarne i lati più insoliti, imprevisti, intriganti.

Il seminario
Il principale obiettivo del seminario è quello di aiutare i partecipanti a scoprire e riscoprire il personale rapporto con la voglia e capacità di stupirsi, di giocare con le cose che si hanno a disposizione, e di lasciarsi pervadere da quell’energia così importante e vitale che si sprigiona ogni volta che un imprevisto non pericoloso e ricco di nuove conoscenze fa cambiare punto di vista.
Il partecipante verrà aiutato a coniugare gli aspetti della risata che più o riguardano con la propria vita quotidiana, affinchè la risata, ma in particolar modo il percorso che conduce ad essa, possa essere applicato, tradotto e reinventato in ogni circostanza lo si desideri o nella quale la si ritenga utile. Ridere fa bene alle relazioni, con sé stessi e con gli altri, pertanto non vi è ambito nel quale non o si possa fare o non vi sia addirittura una estrema necessità di coltivarlo.

Obiettivi
1. Dare voce alla parte ironica e umoristica che è in ogni partecipante, lasciarla esprimere, per scegliere se e come usarla.
2. Scoprire come il riso può migliorare la qualità del rapporto con il mondo, con la quotidianità e con noi stessi.
3. Imparare ad accogliere l’Altro, sofferente o no che sia, per quello che è, così com’è, nel momento in cui lo incontro
4. Accettare le parti di noi che non ci piacciono, che ci rendono impossibile ridere e far ridere, provare con esse una convivenza meno ostile e più fantasiosa
5. Concedersi un po’ di destrutturazione e assaporare gli spazi che si aprono in un contesto protetto.

Metodologia

Il corso propone molte esperienze pratiche alternate ad alcune riflessione teoriche. Il gruppo verrà accompagnato in una successione di giochi atti a sciogliere le tensioni, a testare da subito le qualità e le disponibilità, mirati ogni volta a dare la possibilità a ciascuno di esprimersi per quello che è attraverso lo specchio della risata.
I giochi saranno di tipo fisico, di movimento, di improvvisazione, di narrazione, attraverso l’uso della parola, dei gesti, del suono o del silenzio. Le persone saranno accompagnate nella ricerca dei propri confini, dei propri bisogni e delle qualità che, se lasciate fiorire, possono darvi una ri-sposta.
Il conduttore farà molto affidamento alla capacità generativa che il gruppo, in quanto organismo vivente, ha di suo, ma sarà garante, stimolo e contenitore dell’espressività e dell’emotività di cia-scun membro.

Orario indicativo:
venerdì: 21:30 – 23
sabato: 9 – 13; 15:00 – 19:00; 21:30 – 23
domenica: 9 – 13; 14:30-16:00

Il luogo
La comunità di San Pancrazio è una piccola realtà che offre accoglienza nei fine settimana, dal venerdì sera alla domenica, guidata e custodita da due suore eccezionali: Rita e Vittoria. Non solo esse stesse hanno frequentato il corso, ma ogni volta che si ripete, dal 2008 a oggi, accompagnano il gruppo con la preparazione dei pasti e la custodia della casa nella quale tutti quanti alloggiano, diffondendo calore, buon umore e carezze per il cuore di ciascuno.

Partecipanti
Il corso è aperto a qualsiasi essere umano che abbia ancora un pizzico di curiosità per sé e per la vita.
Non c’è limite d’età, anche se è preferibile la partecipazione di persone maggiorenni.
Il percorso è particolarmente indicato per coloro che affrontano periodo particolarmente difficili o stressanti sia dal punto di vista personale che lavorativo.

Docente del corso
Michele Galgani, psicologo, psicoterapeuta e psicòmico.
Nato a Lucca nel 1975
Dal 2006 svolge l’attività privata di psicoterapeuta per individui, coppie, famiglie e gruppi.
Dal 2006 conduce in tutta Italia percorsi di formazione e/o crescita personale dedicati al ridere.
Dal 2008 è psicologo palliativista presso l’Hospice Aurelio Marena di Bitonto (BA).
Autore di due volumi: Ridendo si impara e Sto con Te. Accompagnare sé stessi verso la fine della vita per le edizioni L’Età dell’Acquario di Torino.
Ha approfondito la tematica del clown teatrale e sociale con diversi maestri: Jango Edwards, Avner The Eccentric, Miloud Oukili, Virginia Imaz, Alessio Targioni, Paolo Nani.
Ha il 47 di scarpe.

Per info e prenotazioni:
0575 555063
san.pancrazio@spancrazio.it
www.spancrazio.it

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