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Grecia-Turchia, per uccidere l’Europa soffocandola (di Joshua Evangelista). Mentre a piazza Syntagma ci si esercita per la rivoluzione, il governo greco intende erigere un muro per “mantenere la pace sociale”. E’ il paradosso della Grecia, che promette la costruzione di un’enorme barriera contro i migranti asiatici e mediorientali in transito dalla Turchia. Di fatti è un modo per allontanare ancora di più la potenza mediterranea dall’entrata nell’Ue. A Bruxelles restano guardinghi, limitandosi a dire che un altro muro non è una priorità. Eppure il ministro Chrisochoidis quando può mostra con orgoglio il “progettino”: una barriera alta tre metri che blocchi i flussi per una striscia di terra lunga dodici chilometri e mezzo. Al resto penserebbe il fiume Evros. Secondo il ministro – che afferma che nel 2011 sono stati 130.000 gli immigrati irregolari arrivati via terra – il muro sarebbe una “soluzione temporanea” che ha un’importanza “sostanziale e simbolica”. Già, il simbolo di un’Europa che vuole implodere in se stessa.

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