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Buenos Aires, la strada come muro invisibile che “scansa” i poveri (di Valerio Polici). Probabilmente la più europea tra tutte le città sudamericane – soprattutto in termini architettonici – porta ancora con sé i retaggi del terribile collasso che undici anni fa ha messo a dura prova l’intero paese. Così, nel tentativo di un definitivo slancio economico, convivono spesso dimensioni così diametralmente opposte, a distanza di pochi metri, difficili da dimenticare. E’ il caso della Villa31 a Retiro. Questa villa (termine argentino per definire una favela) dai confini indefinibili, crescendo a vista d’ occhio ad un ritmo quotidiano si è estesa fino ai piedi di Puerto Madero, quartiere simbolo per eccellenza di quei contrasti che caratterizzano la città: prezzi inaccessibili persino per molti europei, un tram esclusivo (ha solo quattro fermate) e un corpo di polizia speciale con telecamere a circuito chiuso in ogni dove, che sorveglia attentamente ogni angolo di questa “realtà parallela”. Basta attraversare una strada, ed eccoti catapultato nella miseria della Villa31. Di recente, il sindaco Macri, sta discutendo con la giunta, una proposta di legge per eliminarla.

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