Life, Animated

Owen combatte il suo autismo con i film della Disney: è con questi che riesce a rompere il suo isolamento e a mettersi in contatto col mondo, esprimendosi attraverso la voce dei suoi eroi. La sua storia, è stata raccontata nel besteseller “Life, Animated: a story of sidekicks, heroes, and autism”, scritto dal padre Ron Susskind, vincitore del premio Pulitzer®. E adesso arriva anche nelle sale italane, a partire dal 2 febbraio prossimo, distribuito da I Wonder Pictures, Unipol Biografilm Collection e Fil Rouge Media. Il titolo è “Life, animated”, il regista è il premio Oscar® Roger Ross Williams. La trama è la storia vera del precorso di Owen, che a 3 anni ha iniziato a mostrare i primi sintomi del proprio autismo e presto, attraverso il cinema e la fantasia, ha trovato una strada per affrontarlo.

“Owen – racconta il padre – era rimasto in silenzio per anni, era considerato uno scarto della società e ritenuto inguaribile, mi dicevano ‘Non farti illusioni. Potrebbe non parlare mai più. Probabilmente dovrai ricoverarlo’. E tutto a un tratto ecco che riemerge, come dice lui ‘una comparsa’ che ha trovato il suo eroe interiore. La domanda – si chiede Ron Suskind – è: un libro come quello che abbiamo scritto e ora un film, ci avrebbero aiutato 15 anni fa, quando a Owen fu diagnosticato l’autismo? Quando avevamo solo paura, eravamo confusi ed era un vero inferno, non sapendo quello a cui stavamo assistendo né cosa fare. Naturalmente la risposta è sì”.

Il documentario, presentato a gennaio al Sundance Film Festival, è stato acclamato in tutti i festival in cui è stato presentato. ‘Life Animated’ è già uscito nelle sale statunitensi. “Con Life, animated”, ho voluto raccontare una storia incredibile, ma anche creare uno spazio che offrisse una visuale dentro la mente di Owen Suskind e le altre persone che convivono con l’autismo – ha spiegato il regista – Owen è una persona unica per molte ragioni, prime fra tutte la sua apertura emotiva e la sua scrupolosa onestà. La sua visione del mondo è straordinaria perché è sgombra dalle molte convenzioni sociali il cui scopo primario è limitare il comportamento e frenare la spontaneità. E questo per me è un concetto fresco e nuovo. Ciò che Owen ha fatto semplicemente vivendo la sua vita immerso in miti e favole è stato trovare un modo per dissezionare il mondo, e nel farlo è arrivato a una comprensione incredibilmente saggia della condizione umana. Quello che Owen trae da queste storie classiche è una comprensione del mondo che è profonda e completa quanto stimolante e istruttiva. È stato importante per me entrare nella testa di Owen e raccontare la sua storia dal suo stesso punto di vista. Troppo spesso il mondo guarda in cagnesco le persone che escono fuori dai confini delle convenzioni della società. Questo film parla proprio del guardare a uno di questi outsider fin nel minimo dettaglio, ma dall’interno e guardando verso fuori, al mondo”.

Articolo originale tratto da Animazione Sociale 

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