Marcia nazionale per la Pace a Molfetta

Sono passati 23 anni da quel 31 dicembre 1992. L’ultima volta a Molfetta divenne un simbolo.
Fu quasi un annuncio, una pagina di vangelo itinerante che racconta degli ultimi giorni di don Tonino Bello.
Smagrito e affaticato, sotto la pioggia, compì quei passi sereni e consapevoli, assieme a tutto il popolo della pace, verso il capolinea del suo passaggio terreno. Quattro mesi dopo don Tonino lasciava la terra e, la sua eredità, anelito di pace universale, oggi torna qui in un momento storico difficile e nervoso.
Il terrorismo che attacca l’ordinario ha preso il posto delle bombe e dei missili terra-aria e la pace ancora di più assume, in questo tempo, il volto del prossimo che vive dietro la porta accanto. Senza divisa e senza distintivi.
Senza carri armati e senza eserciti militari. La pace è messa a dura prova e si immola ogni giorno sull’altare della violenza e delle rivendicazioni, macchiandosi di sangue e di morte.
Per iniziativa dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, dell’Azione Cattolica Italiana, di Caritas Italiana, di Pax Christi e della diocesi di Molfetta-Ruvo- Giovinazzo-Terlizzi, il prossimo 31 dicembre l’Italia che crede nella “convivialità delle differenze” e ama la pace come dono del cielo, si radunerà nella nostra terra.
Molfetta diverrà l’epicentro di una grande invocazione di pace. E la marcia, che è una categoria tipicamente militare, assumerà un senso nuovo: cammineremo insieme, tutti insieme, senza distinzioni, senza recinti, senza riserve.
Il nostro avanzare per le strade di Molfetta diverrà testimonianza e compassione per l’uomo del nostro tempo che è alla ricerca faticosa della misericordia e della pace.
Lo faremo ascoltando il riecheggiare delle parole di Papa Francesco che nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della pace, dal titolo “Vinci l’indifferenza, conquista la pace”, punterà il dito, come più volte sta facendo in questi giorni, non solo su chi provoca terrore e paura e semina morti innocenti, ma anche su chi continua a predicare concordia di giorno e a trafficare in armi di notte.
Lo faremo camminando sui passi di don Tonino Bello che non si è mai tirato indietro nella denuncia dei mercanti di tutte le guerre, né mai si è risparmiato, fino al giorno della sua morte, nell’invocare a gran cuore la pace.
Cammineremo portando sulle nostre spalle il peso della nostra storia, le speranze dell’Europa, i sogni del nostro Paese, dei nostri bambini, dei nostri giovani che meritano un futuro diverso nel quale le differenze culturali, religiose, economiche divengano strumenti di solidarietà e di progresso e non pretesto per uccidere e progettare drammi.
Ci saremo perché il nostro credere è vuoto se non diventa testimonianza. Ci saremo perché siamo molti di più noi che vogliamo la pace e che per essa siamo pronti a dare la vita. Ci saremo perché siamo certi che lassù qualcuno non smetterà mai di ascoltare il nostro grido di dolore e la nostra implorazione di pace.
Ci sarà la nostra Chiesa.
Dal cielo, don Tonino, don Gino e don Mimmo ci accompagneranno con la loro preghiera e la loro protezione.
Beppe De Ruvo,
Referente diocesano

 

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