Matite per Riace. Call per illustratori e fumettisti

MATITE PER RIACE

CHIAMATA ALLE ARTI PER ILLUSTRATORI E FUMETTISTI

Professionisti ed emergenti sono invitati a partecipare a Matite per Riace con l’obiettivo di raccogliere i lavori di quegli illustratori e fumettisti italiani che decideranno di dare il contributo a sostegno di Mimmo Lucano e del suo lavoro di integrazione di solidarietà.

TUTTI I LAVORI RACCOLTI ANDRANNO A COMPORRE UNA GRANDE MOSTRA (location ancora da definire) e verranno poi messi all’asta, l’intero ricavato dell’iniziativa andrà a sostegno di questo straordinario modello di umanità, tramite la raccolta fondi lanciata dalla RE.CO.SOL (http://comunisolidali.org/riace/)

——– COME PARTECIPARE ——–

C’è tempo fino alle ore 23 di DOMENICA 18 NOVEMBRE per mandare le vostre illustrazioni all’indirizzo matiteperriace@gmail.com corredate da un breve testo di descrizione.
I lavori devono essere in formato .tiff, pdf o jpg alta risoluzione , della dimensione massima di un A3 (29,7×42 cm), con una risoluzione minima 300 dpi.
Le stampe prevederanno un margine bianco di 2 cm.

I lavori originali invece devono essere spediti a:
CARACOL ART GALLERY
VIA MAZZINI 3,
10123 TORINO

Per qualsiasi informazione scrivici a matiteperriace@gmail.com

——– CONCEPT ——–

Alla luce di quanto scritto, visto ed ascoltato in questo periodo vorremmo dunque che interpretaste quello che Riace significa oggi in Italia e nel mondo, anche tramite il suo simbolo, ovvero Mimmo Lucano. Se c’è una cosa che ha spinto Mimmo in tutti questi anni è senza dubbio l’amore, declinato in un aiuto incondizionato verso i più deboli, verso chi fugge da situazioni per noi inimmaginabili ed è disposto ad attraversare il Mediterraneo, mare che porta nel suo ventre un innumerevole numero di vittime, su mezzi di fortuna, mettendo a rischio la propria vita. Mimmo nel momento in cui ha ridato dignità e speranza agli ultimi, ha di fatto costruito una vera utopia sociale.

Riace anni fa stava morendo. Era diventato un paesino fantasma, abbandonato dai suoi abitanti, emigrati al nord o all’estero in cerca di fortuna e di lavoro.
Le case erano rimaste vuote.
Poi un giorno dal mare arrivò un barcone con a bordo circa cento curdi. Quello stesso mare che aveva donato al mondo i famosi Bronzi quel giorno apriva un nuovo capitolo della sua incredibile storia perché un uomo capì che quella era un’opportunità di rilancio sociale, il paese poteva rinascere, poteva ripartire con i migranti.
Ed è così che Riace è ripartita. Da una visione di un semplice uomo di nome Domenico Lucano, per tutti Mimmo. Le case abbandonate tornarono ad essere abitate, le botteghe degli artigiani riaprirono e anche la scuola tornò a fare chiasso.
Ora nel paese vivono, assieme ai riacesi, bambini, donne e uomini provenienti da: Eritrea, Etiopia, Somalia, Afghanistan, Kurdistan, Pakistan, Bangladesh, Egitto, Libia, Tunisia, Camerun, Marocco, Ghana, Mali.
Il modello Riace altro non è che un modello di umanità e l’umanità, nel nuovo corso del nostro paese è diventata scomoda.
In una terra martoriata nel tempo da mal governo, malavita e caporalato il problema è diventato il sindaco di un comune di 1.500 abitanti.
Qual è la grande (e vera) colpa di Domenico Lucano?
L’aver accolto esseri umani portati dal mare, non limitandosi a segregarli in ghetti o tendopoli, ma donando loro una cosa semplice: la speranza di una vita nuova e dignitosa.
Mimmo forse non se ne era accorto ma aveva fatto una piccola, grande rivoluzione.
Ha da subito dato fastidio ai clan locali, numerose sono le minacce di stampo mafioso collezionate negli anni: proiettili, spari alle porte delle associazioni, cani uccisi.
Poi anche il mondo si accorse di lui.
Nel 2010 il regista Wim Wenders realizzò un film su Riace dal titolo “Il Volo”
La rivista Fortune nel 2016 lo ha inserito tra i 50 leader più influenti al mondo.
La Rai ha anche iniziato a realizzare una fiction con Beppe Fiorello ispirata a Mimmo, serie poi bloccata.
Nel 2018 Minmmo Lucano è stato messo agli arresti domiciliari.
Il “Modello Riace” è la dimostrazione palpabile che è possibile creare modelli di integrazione e di convivenza basati sull’umana solidarietà, stravolgendo l’ordine di “valori” che ultimamente vengono proposti e attuati e ai quali Mimmo ha disobbedito civilmente. La storia d’altronde insegna che ci sono dei momenti in cui la disobbedienza civile è l’unico strumento per perpetuare la giustizia sociale.
Sta nascendo un’epoca buia e autoritaria che rischia di passare inosservata, tra un tweet e l’altro. È ora di scegliere da che parte della storia stare.

Per ulteriori info: https://www.facebook.com/matiteperRiace/

 

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