Echiseloscorda! Racconti di Servizio Civile

#echiseloscorda: Servizio Civile per unire professionalità e sociale

Laureata in Storia dell’Arte, Yamuna è stata volontaria del Servizio Civile nel 2014 con Progetto Città. “Dopo la scuola di scrittura per ragazzi e bambini che ho frequentato a Bologna, ho deciso di scegliere questo progetto che proponeva attività con i minori e gestiva la biblioteca del parco Due Giugno di Bari. Mi è sembrato il modo giusto per conciliare la mia formazione con un’attività più concreta sul territorio”.

YamunaIlluzzi

Perché hai scelto di fare il Servizio Civile?

Pensavo potesse nascere uno sbocco lavorativo e poi volevo riuscire a trovare una dimensione non solo teorica della mia formazione di storica dell’arte: ovvero unire le mie competenze in arte con qualcosa di più legato al mondo del sociale e il progetto del Servizio Civile mi ha dato questa opportunità.

Hai vissuto questo momento come una reale esperienza di cittadinanza attiva?

Si assolutamente: lavoravo in un centro di ascolto famiglie a cui si rivolgeva un’utenza problematica e fasce di popolazione disagiate, per esempio gli anziani. Inoltre, il centro rappresentava un punto di aggregazione di minori anche con deficit cognitivo e comportamentale. È un punto di riferimento per il quartiere e lavorare all’interno di questa realtà mi faceva sentire più coinvolta nei problemi sociali quotidiani.

 Yamu_Laboratorio

Di cosa ti occupavi nello specifico del progetto?

I volontari erano impegnati nell’attività di doposcuola e biblioteca, prestito libri e attività di lettura con i minori.

Come si svolgeva la tua giornata – tipo e c’è un episodio che ti ha colpito particolarmente o emblematico per il lavoro che svolgevi?

La giornata iniziava alle 9 con i vari corsi per i pensionati, come il corso di ballo. Il pomeriggio, dalle 15 alle 17, c’era il sostegno scolastico e poi i laboratori artistici. Ricordo che il laboratorio di riciclo con i giornali è stato molto divertente perché i ragazzi si sono sbizzarriti a fare con la carta qualunque oggetto, ed è stato un momento molto importante di socializzazione.

Secondo te il Servizio Civile è un modo per avvicinare i giovani al mondo del lavoro o è un anno da dedicare esclusivamente al proprio Paese?

È un aspetto molto difficile da comprendere: da un lato è una esperienza che spesso per gli enti dove i volontari svolgono il servizio, rappresenta un modo di avere manovalanza a costo zero, soprattutto quando un ente non può permettersi ulteriore personale. Io non credo che sia una reale opportunità lavorativa. Tuttavia è un’esperienza che forma esattamente come un impiego lavorativo: dal rapporto quotidiano con i colleghi, alle attività fatte in modo così continuativo. È la prima esperienza che mi ha messo davvero a contatto con il mondo del lavoro e ora mi fa sentire con le spalle più larghe. Mi sento più forte e più in grado di affrontare nuovi lavori.

Consigli questa esperienza ai giovani che possono partecipare al bando?

Si lo consiglio, perché è un’opportunità per arricchire il proprio curriculum e avere anche la sicurezza di una piccola entrata economica che al momento non guasta, visto quanto è difficile anche trovare un lavoretto part time. Bisogna essere consapevoli, però, che è un anno molto impegnativo, difficile da conciliare con altre attività lavorative e persino con l’università. Utilizzare la parola “volontario” può far pensare ad un impegno saltuario, ma non è così, anzi l’impegno è notevole, esattamente come una vera e propria attività lavorativa.

Il Servizio Civile, un’occasione per…

Diventare più grandi

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