Che cos’è l’affido

1. Che cos’è l’affidamento familiare
L’affidamento familiare è l’accoglienza temporanea nella propria casa e nella propria vita di un bambino o di un ragazzo, proveniente da una situazione di difficoltà. Durante l’affidamento, rimane il legame fra il bambino e la sua famiglia di origine. L’ affidamento è dunque un aiuto rivolto al bambino o al ragazzo, al quale viene data la possibilità di crescere in un ambiente familiare adeguato mentre i suoi genitori sono in difficoltà, rispettando la sua storia individuale e familiare. È un aiuto anche alla famiglia di origine, nel tempo che le è necessario per affrontare e, per quanto possibile, risolvere i suoi problemi, appoggiata e sostenuta dai Servizi sociali e sanitari.

2. La normativa nazionale sull’affido
L’istituto dell’affidamento familiare è dettagliatamente regolamentato negli articoli 2, 3, 4 e 5 della legge n. 184 del 1983, successivamente modificati dalla legge n. 149 del 2001. In base alla disciplina in essi contenuta, è il Servizio Sociale il principale attore chiamato a “spendersi” per mettere in piedi, ove sia necessario, un provvedimento di affidamento familiare.
Nel provvedimento di affidamento, dovranno essere specificate le ragioni che lo hanno reso necessario e la sua presumibile durata, ma anche i poteri attribuiti agli affidatari e le modalità dei rapporti del minore con la famiglia di origine. La durata dell’affido dovrà essere commisurata alle difficoltà in cui versa la famiglia di origine. Tale periodo non può, comunque, superare i 24 mesi ed è prorogabile ma solo dal Tribunale per i Minorenni se, sospendendolo, si rechi danno al minore.

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