Confiscata nel 2001 alla criminalità organizzata locale, la struttura è composta da circa 1400 mq suddivisi in tre piani (interrato, piano terra e primo piano) e una terrazza.
Al momento della confisca l’immobile era inagibile, perché ne era stato realizzato solo il rustico.

Nel 2009 il Comune di Galatina attivò una collaborazione con l’associazione antimafia Libera, con cui fu redatto un progetto di destinazione d’uso dell’immobile per finalità sociali. Con l’aiuto dei progettisti che collaborarono con Libera, Francesco Capone e l’arch. Brizio Montinaro, fratello di Antonio Montinaro che fu caposcorta di Giovanni Falcone e rimase vittima insieme al magistrato nella strage di Capaci, il Comune nel 2010 presentò la richiesta di finanziamento per una somma di circa € 900.000,00, che ottenne nell’ambito del PON Sicurezza Beni confiscati alla criminalità organizzata.

La ristrutturazione è stata ultimata nel 2015.