Storie di Autoproduzione

24 marzo 2018, 19:30 - 21:00

Una serata dedicata al fumetto e all’autoproduzione in compagnia di Gabriele Di Fazio, fondatore di Just Indie Comics, Serena Dovì, regista di Fumetti dal futuro – quattro storie di autoproduzione e Alessandro Galatola, autore di Dio di me stesso (CO-CO / Just Indie Comics).

All’interno della serata proietteremo il documentario Fumetti dal futuro ed esporremo alcune tavole originali da Dio di me stesso.

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Just Indie Comics è un sito che si occupa di fumetto indipendente, alternativo e d’autore attraverso la pubblicazione di notizie, recensioni, reportage e interviste. Dal sito di informazione è nato il webshop, che distribuisce una selezione di materiale italiano e internazionale, con particolare attenzione a pubblicazioni provenienti dal Nord America.
Nel giugno del 2017 Just Indie Comics ha pubblicato il suo primo fumetto, “Dio di me stesso” di Alessandro Galatola, prodotto con lo studio Co-Co di Roma e presentato in occasione del Just Indie Comics Fest, che ha ospitato anche una mostra di tavole originali dell’autore.

Sito: https://justindiecomics.com/
Webshop: http://justindiecomics.tictail.com/

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Fumetti dal Futuro è un documentario concepito come ricerca sull’autoproduzione unita alla passione per un certo tipo di fumetto.
La rinascita dell’autoproduzione fumettistica in Italia dopo gli anni ’70 (periodo d’oro di Cannibale e Frigidaire), avviene alla fine degli anni ’90, ed è lo specchio della grande disillusione di quel periodo storico.
I protagonisti del documentario Ratigher, Maicol & Mirco, Alessandro Baronciani e Dottor Pira sono quattro fumettisti diversissimi tra loro. Tutti e quattro esordienti sul finire degli anni ’90. Tutti e quattro autori di fumetti in controtendenza con le autoproduzioni che circolavano in quel periodo. Attraverso lo strumento dell’intervista, Fumetti dal futuro esplora le loro storie: partendo delle origini, passando attraverso i metodi di scrittura e di disegno, arrivando alle necessità espressive, al rapporto con il lettore e alle motivazioni della scelta di autoprodursi.
Il documentario affronta con ironia e leggerezza quattro carriere, combinando episodi personali dei fumettisti a opinioni più generali sul mondo dell’editoria
Scritto, girato, post-prodotto e autofinanziato da un piccolo gruppo di amici, nasce dal desiderio di fare qualcosa per il semplice piacere di farla. E’ stato proiettato nei maggiori festival del fumetto in Italia. Dal debutto al Treviso Comic Book Festival, ha trovato finora spazio al Lucca Comics and Games, Borda Fest, BilBOLBul, Manuscripta, SPINE Temporary Bookstore, MONK di Roma per la serata ColorAnti, Ratatà, Ué festival, Arf Festival, Lago Film Festival, Scanner.

https://www.facebook.com/fumettidalfuturo/

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Dio di me stesso è una oscura raccolta di tre racconti brevi di Alessandro Galatola permeata dal nichilismo, il cui leitmotiv è la solitudine: nella prima storia il protagonista, al termine di un viaggio interiore allucinato, arriva a squarciare il velo di Maya della realtà per prendere coscienza – in una sorta di epifania – del vuoto all’interno del materiale contorno illusorio in cui siamo segregati.
Il secondo racconto, Crocifisso su un letto di rose, tratta invece una dolorosa e macabra storia d’amore rappresentata come una violenta e cancerogena forma di dipendenza, condita da ridicolizzati aspetti di ingenuità, ma la cui essenza è l’autofagocitazione.
Nella terza storia, Il club del vomito, si ironizza infine sul ciclo perenne di produzione e fruizione di esperienze becere, di cui ci nutriamo passivamente e in comunità nella rete.
Galatola traspone su carta tutte le sporche e patologiche nevrosi quotidiane di una moderna interiorità collettiva, mostrando l’insensatezza, l’isolamento e l’alienazione, oltre che la noia e la rabbia cieca che la caratterizzano.
La realtà che l’autore rappresenta, attraverso neri pesanti che ricoprono le tavole, è oscura, opprimente ed escatologica, con un segno in continua mutazione; le vignette sono un coacervo di caos in perenne contraddizione e negazione fra figure geometriche e forme amorfe ed ondulate, condite da sfondi ipnotici e lisergici.
In ideale continuità con il precedente Safe Space, pregno di ispirazioni da autori come Jesse Jacobs, Michael DeForge e Mike Diana, Dio di me stesso è un concentrato disturbante di ambiguità che non offre appoggi o solidarietà al lettore: un veloce vortice che lascia nauseati e spettinati.
(da https://www.lospaziobianco.it/dio-alessandro-galatola/)

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