SULL’ULIVO, L’UOMO, E LA CONSAPEVOLEZZA DI CIO’ CHE STA ACCADENDO

L’albero dell’Olivo è speciale. Lo sapevate?

Ha qualità divine.

Infatti senza cure, né pesticidi (né uomo inconsapevole), è in grado di vivere anche millenni.

Olivi centenari possono essere estirpati e trapiantati e attecchiranno sempre e ovunque.
Perché nelle loro linfe scorrono sostanze attive “uniche al mondo” che li proteggono e li mantengono vitali nel tempo.
Non ci sono altre piante con simili caratteristiche.

Ora veniamo a noi. Al nostro rapporto con l’ulivo.

Bisogna sapere, che fondamento per una buona agricoltura sta nella“conoscenza”.

Perché senza la consapevolezza della fisiologia delle piante, della biologia, della chimica organica, della fisica, insomma della VITA,non si è buoni coltivatori.
Una buona agricoltura richiede un coltivatore consapevole che la vita è un tessuto fitto di relazioni tra le cose, che nutra e rigeneri lav ita della terra, anche con l’aiuto di microrganismi.

Nella lettiera delle foglie del bosco, intorno alle radici che affondano a vari livelli, pullula la vita dei microrganismi della decomposizione.

La monocultura, i diserbanti, rendono sterile questo sistema vitale.

Fin dai suoi esordi neolitici l’agricoltura ha viaggiato insieme all’allevamento, cioè si è giovata della presenza degli animali e del loro “letame” rigeneratrice di vita. Le piante ben nutrite e in buona salute, esattamente come gli esseri umani, non solo producono bene, ma si difendono meglio dalle malattie e dagli insetti.

Come introdotto nella conferenza di ieri a Monopoli sulla problematica degli ulivi del Salento

Ormai da troppi anni, assistiamo all’avvento dell’agricoltura della burocrazia, dei veleni e della morte. I nostri agricoltori si sono trasformati in avvelenatori assistiti e postulanti.

Per lungo tempo, nelle stesse università hanno affermato che senza chimica non c’è cura, convincendo tutte le menti smarrite dalla paura.

Ed ora, dopo questa devastante epoca cinquantennale di agrochimica fatta di diserbanti e pesticidi, ci ritroviamo con un terreno secco e duro, e con piante infestate da funghi (l’Amillaria, ad esempio, che si diffonde in terreni umidi e asfittici, senza ossigeno).

Infatti scavando anche solo un po’, potremmo notare le radici marce degli stessi ulivi.

E nonostante questo, l’olivo ancora cerca di vivere, creando altre piccole radici di sopravvivenza, a cercare ancora ossigeno e vita.

E’dunque chiaro, che è inutile e nocivo eradicare o accanirsi ancora chimicamente sul parassita (perché nella migliore delle ipotesi aumenteremmo la “virulenza” degli stessi, e nella peggiore ne creeremmo di nuovi e più potenti!!!), ma bisogna occuparsi invece di rafforzare le nostre piante e nutrire correttamente i nostri terreni,in modo che la guarigione avvenga all’interno del sistema stesso.

L’Olivo è una piante divina, è il simbolo della forza… Allora rinascerà con le sue stesse forze interne se non continueremo ad affossarlo, se smetteremo di remargli contro, ma invece andremo a riconnetterlo con le sue stesse qualità originarie con gli antichi (e talvolta alchemici) metodi dei nostri nonni e tutto il nostro rispetto e amore!

Una volta per tutte la causa non è nel patogeno (né tantomeno nella fantomatica Xylella), ma nella vulnerabilità delle piante, nella loro forza vitale depauperata da diserbanti e pesticidi chimici e nella nostra ignoranza!

A mio parere, l’epoca in cui viviamo affronta con la stessa forma mentis rigida e materialista, ogni campo.

Abbiamo da tempo ridotto le nostre capacità esclusivamente a quello che i sensi (o la loro estensione: microscopi, telescopi..), possono percepire.

E ci affidiamo solo ad essi.

Ma c’è di più! Ultimamente siamo andati anche oltre nella superficialità e nel cosiddetto “scientismo”…

Non ci affidiamo più neanche ai nostri sensi!

Osservare,odorare, toccare, ascoltare, assaggiare.

Questo facevano i medici antichi per comprendere le cause di un disturbo, e come lo facevano con gli esseri umani, lo facevano con piante e animali!

Perché loro sapevano. Erano attenti. Erano connessi.

Sapevano che “così è in alto, così è in basso”, ciò che esiste nel micro, esiste nel macro.

Nella parte c’è il Tutto,”pars pro toto”!

Cosa accade oggi?

Tagliano gli ulivi. Così come tagliano gli organi. “Operazione chirurgica”,la chiamano.

Senza davvero capire prima come risolvere. Se c’è un’altra strada. Per non violentare. Per guarire.

A tal proposito ricordiamo che l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) non ha sciolto alcun dubbio sull’emergenza del complesso del disseccamento rapido dell’ulivo. Gli esperti dell’Unione Europea hanno invece raccomandato ulteriori ricerche che possano “fornire indicazioni su come gestire in modo sostenibile un problema così complesso, attraverso l’attuazione di esperimenti ripetuti e ben studiati”.

E invece? Estirpano, strappano chirurgicamente gli ulivi dalla terra, e se hanno il“tumore” gli fanno la chemioterapia pesticida. Ciecamente. Come unica strada. In fretta. Coi paraocchi.

La risposta nella morte. Prima di cercare come poter alimentare la vita…

Esiste però un altro mondo che si è sviluppato nel frattempo.

Che si è ritrovato nelle sue origini e che ha stretto connessione tra gli uomini e l’ambiente. Che ha compreso che TUTTO E’ UNO.

Menti consapevoli rinascevano, riconoscendo antiche pratiche supportate da conoscenze scientifiche olistiche…

Così da favorire il reinserimento della microflora (batteri attinomiceti), necessari al ripristino delle condizioni di salute degli arbusti stessi, perché capaci di vera difesa dagli agenti patogeni.

Quindi,non v’è alcun senso a continuare con l’aberrante azione dell’eradicamento, né tanto meno con l’assurda idea di inondare di pesticidi tutte le zone interessate dal problema. Anche la suggerita“aratura” dei terreni, in questo momento, come ben illustrato ieri in conferenza, sarebbe una vera e propria ferita al terreno!

E’il momento che l’uomo ricordi che è natura quanto un albero stesso.

E mai potrà prescindere dalla salute dell’ambiente che è intorno a lui, e che col cibo stesso, e non solo, porta dentro di sé.

In altri articoli troverete le malattie che possono essere derivanti da un ambiente malsano e trattato chimicamente.

Troverete il tasso d’incidenza dei tumori a livello neonatale nel Salento, in cui c’è allarme rosso.

E’il momento di Guardare. Sentire. Toccare. Udire. Percepire. E oltre,oltre ancora.

Spalancando il cuore.

E  a chi pensa che non vi sia SPERANZA, ricordo che la speranza, nel suo significato originario e cristiano come seconda virtù teologale, era:

“LA CAPACITA’ DI ORIENTARE TUTTO SE’ STESSI VERSO UNO SCOPO PRECISO. E SE SI HA CAPACITA’ DI ORIENTARE TUTTO SE’ STESSI (CONSCIO E INCONSCIO) TUTTA LA PROPRIA PRESENZA GENERALE, VERSO UNO SCOPO… C’E’ SPERANZA DI RIUSCIRE”.

Manila Tosto
Per le modalità di cura semplici e organiche delle piante da parte dei nostri avi:http://spazipopolari.blogspot.it/2014/08/cura-dellolivo.html?m=1

Per ulteriori trattamenti agli ulivi, di tipo vibrazionale: https://www.facebook.com/events/1566798766924305/

 

Riferimenti bibliografici dai seguenti link:

www.leterrevicine.it/una-ricetta-per-la-felicita-e-per-una-buona-agricoltura/

www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/un-grande-dono-della-natura

 

Commenti

Codice di verifica * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.