Transgender day of remembrance: in centinaia in piazza a Torino

Si è svolta sabato scorso – 21 novembre – a Torino la manifestazione in occasione della Giornata in memoria delle vittime di transfobia che nell’ultimo anno sono più che raddoppiate.

Il consueto appuntamento quest’anno si è arricchito però di una vittoria appena conquistata: dal 6 novembre scorso in Italia per sentenza della Corte costituzionale non è più necessario cambiare chirurgicamente sesso per poter rettificare nome e genere sul documento di identità.

Basterà, d’ora in poi, la relazione di uno psicologo e di un endocrinologo, che attestino “le modalità attraverso le quali il cambiamento è avvenuto e il suo carattere definitivo”; dopodiché, ciascuno sarà libero di scegliere se e quando sottoporsi a un trattamento chirurgico.

Una sentenza considerata storica, perché rimuove uno dei più grandi ostacoli sulla strada dell’integrazione per i transgender: quel documento “non congruente”, che per anni ha costretto la comunità trans italiana ai margini della società e del mercato del lavoro, obbligando il più delle volte i soggetti alla prostituzione come unica strada.

Nonostante questa vittoria la comunità transgender continua a scendere in piazza ogni 21 novembre a partire dal 1998, quando ad Allston, nel Massachusetts, in 250 si riunirono in una marcia spontanea in memoria di Rita Hester, una transessuale afroamericana che era appena stata uccisa con venti coltellate al petto. Da allora, ogni 21 novembre, nelle piazze di tutto il mondo vengono elencati i nomi dei transessuali uccisi durante l’anno in episodi di discriminazione. L’anno scorso erano poco più di 150; ma sabato i nomi elencati dal palco di piazza Castello sono stati ben 271, segno che c’è ancora tanta strada da fare e tante battaglie da vincere – nonostante la sentenza della Corte costituzionale – per la comunità transgender.

 

 

 

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