Unesco: nei paesi in via di sviluppo i libri di scuola alimentano gli stereotipi di genere

Unesco – l’agenzia delle Nazioni Unite che promuove la scienza e la cultura – ha ultimato un report in cui sostiene che gli stereotipi negativi contro le donne sono all’ordine del giorno nei libri scolastici e minano l’istruzione delle ragazze nei paesi in via di sviluppo.

Troppo spesso le figure femminili sono rappresentate nei libri di testo soltanto come addette ai lavori domestici e ad allevare i figli, e questo rappresenta un ostacolo nascosto alla lotta per la parità di genere a detta dell’Unesco.

Il rapporto evidenzia come personaggi femminili appaiono frequentemente in un ruolo secondario nei libri che si usano a scuola e avverte che questo limita le aspettative di carriera delle donne. L’agenzia sostiene infatti che il cosa viene insegnato sia altrettanto – se non più importante – dell’avere accesso alle istituzioni scolastiche e all’istruzione.  Il rapporto evidenzia anche che gli uomini – sempre nei libri di testo – sono rappresentati con più probabilità come imprenditori, commercianti, ingegneri, scienziati e politici, mentre le donne rivestono per lo più ruoli da casalinghe. A parte gli stereotipi di genere, lo studio sostiene che i libri di testo sono molto più propensi a parlare di uomini rispetto che di donne, soprattutto per quanto riguarda i volumi di scienze o di matematica.

La conclusione cui giunge il rapporto è che disuguaglianza e povertà sarebbero strettamente interconnesse.

L’Unesco ha poi invitato tutti a inviare esempi tratti dai testi scolastici con l’hashtag Twitter #BeetweentheLines.

 

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