La nostra storia

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La nostra storia

| 2 Dicembre 2020 | Pubblicato in Blog

ComunicareilSociale.it nasce nel 2011 come il progetto di un gruppo di giovani, vincitore del bando Bollenti Spiriti della Regione Puglia, ideato per essere il primo social network interamente dedicato a cittadini attivi, operatori sociali, volontari, operatori culturali, insegnanti e studenti, enti pubblici e ONG.

Per diversi anni il nostro portale è stato così: uno uno spazio aperto a chiunque volesse raccontare una storia, un progetto, sollevare l’attenzione su un tema di interesse collettivo o fare un’azione di denuncia.

ComunicareilSociale.it partiva dal presupposto che numerose associazioni che si occupano di inclusione sociale, diritti umani, cooperazione, ambiente – sia quelle radicate nei territori da molto tempo sia quelle che muovono i loro primi passi da poco – pur svolgendo attività fondamentali, pur avanzando spesso idee, metodologie e interventi innovativi e pur manifestando un tasso di professionalità molto alto, mostrassero tutte come carenza strutturale una grandissima fatica a promuovere e poter diffondere idee, attività e proposte.

Nel tempo la vocazione di ComunicareilSociale.it è cambiata e da social network si è trasformato, sempre di più, in sinergia con la cooperativa Camera a Sud, in un servizio del tutto assimilabile a quello offerto da un’agenzia di comunicazione, non un’agenzia di comunicazione qualsiasi però, ma un’agenzia di comunicazione sociale.

La disponibilità di uno spazio web accessibile, di facile utilizzo, gratuito e rivolto a un pubblico in target si è rivelata, infatti, quasi subito, un’opzione non sufficiente per le organizzazioni del no profit.

L’esigenza emersa, sempre più assiduamente da parte di organizzazioni ed enti, è stata, infatti, quella di avere una guida rispetto alle strategie e agli strumenti della comunicazione… da cosa, come e quando pubblicare dei contenuti sui social media, a come condurre una campagna di sensibilizzazione, da come avviare un progetto di crowdfunding a come diffondere i risultati di un intervento, da come gestire relazioni con i media a come favorire la partecipazione a eventi, a offerte formative…

Sempre di più ci siamo accorti che, soprattutto le organizzazioni medie e piccole o meno strutturate, a fronte di una accresciuta consapevolezza circa il bisogno, anzi l’urgenza di comunicare, si scontrano con una quotidianità schiacciata dall’operatività e dalle continue emergenze quotidiane, con la deriva di finire col considerare la comunicazione un lusso.

Altra difficoltà, per altro, è quella di disporre, al proprio interno, di risorse dedicate o, alle volte nondimeno negli enti pubblici, di competenze specifiche, una mancanza che spesso porta alla rinuncia o alla delega della propria comunicazione a professionisti del marketing che utilizzano codici e linguaggi del profit, non adeguati a un mondo complesso e articolato come quello del terzo settore.

Problemi di sostenibilità, a volte una scarsa dimestichezza con il linguaggio del web e dei social media o con gli strumenti e i molteplici canali anche tradizionali della comunicazione, sono tutti ostacoli che frequentemente inibiscono e allontanano le organizzazioni dal comunicare efficacemente.

Sullo sfondo di tutte queste resistenze e giuste priorità si affianca un altro elemento in un certo senso meno dicibile ossia il fatto che non è per nulla facile raccontare un lavoro come il lavoro sociale: un lavoro complesso, ricco di contraddizioni, un mondo che richiede tempi spesso lunghi per il raggiungimento di risultati o i cui risultati, a volte, possono risultare socialmente poco apprezzati o, in altre ancora, addirittura, possono non essere raggiunti affatto (almeno apparente).

Interrogarsi e interrogare il lavoro sociale, su quale dialogo sia possibile con il mondo al di fuori di esso, gli operatori sociali di cui mai nessuno parla, i “beneficiari” (interpellati sempre e solo quando è in corso una qualche emergenza o qualche caso di cronaca che porti improvvisamente alla ribalta un certo tema), chi a qualsiasi titolo (familiari, enti, reti territoriali…) è coinvolto, in uno scenario in continua evoluzione, è una sfida assai complessa alla quale però non ci si può sottrarre, in un tempo come il nostro è un mandato ineludibile.

In questo flusso ComunicareilSociale.it è diventato quasi spontanemanete, nel tempo, una sponda di questo interrogare e interrogarsi e si è fatto sempre di più uno sportello, un luogo fisico e virtuale nel quale incontrare professionisti che hanno come mission quello di supportare le organizzazioni, ma anche i singoli operatori o i portatori di interesse nel raccontare e raccontarsi.

Quello del lavoro sociale è un mondo complesso, difficile senza dubbio e non privo di contraddizioni e ambiguità, ma è anche un mondo come pochi altri capace di esprimere straordinaria bellezza, laboriosità silenziosa, estrema creatività e moltissime volte una grandissima efficienza, pur in scarsità di risorse. Ed è un mondo che trova poco, scarsissimo spazio nei media.

Aiutare a comunicare in modalità economicamente sostenibili e con un linguaggio specifico, aiutare a trovare soluzioni per le diverse esigenze comunicative, ascoltare e indurre ad ascoltarsi… sempre più il nostro lavoro si è strutturato in questa direzione.
Aiutare ad attribuire un senso e una direzione al proprio comunicare perché comunicare il sociale richiede attenzione, strategia e condivisione. Ed è un atto che si fa naturalmente politico e pedagogico e che non può, non è giusto che sia, lasciato al caso o alla fretta, alla superficialità.

All’alba dei dieci anni di attività, il lockdown, i mesi di riflessione trascorsi a ri-pensarsi e a de-strutturarsi, ci hanno persuaso della necessità di dare un abito nuovo al nostro portale affinché questa trasformazione, nei fatti ormai avvenuta da tempo, potesse essere immediatamente intellegibile anche a chi è geograficamente più distante da noi o da chi venisse in contatto con ComunicareilSociale.it per la prima volta.

Dunque non più solo una vetrina, un luogo dove condividere notizie, progetti e iniziative, ma anche il contenitore, la cassetta degli attrezzi, un’occasione di tipo collaborativo per chi lavora nel sociale e ha bisogno di strumenti, professionisti e strategie da condividere per ottimizzare le proprie risorse e indirizzare efficacemente la propria comunicazione.

Mai come in questo tempo di trasformazione radicale abbiamo riflettuto su come il sociale siamo tutti noi perché ciascuno di noi contribuisce, in ogni momento, a costruire e a modificare la realtà e la sua percezione.
Oggi la comunicazione è un atto irrinunciabile perché siamo tutti attori e tutti, non solo le organizzazioni che vi operano (gli enti del terzo settore, le imprese, le amministrazioni pubbliche), possiamo esprimere un grande potenziale di cambiamento.

Giornalista pubblicista e formatore, si è laureato al Dams dell’Università di Bologna e ha conseguito un Master in Comunicazione sociale e sanitaria presso l’Università di Bari. Da vent’anni si dedica allo studio del patrimonio documentaristico italiano, sul quale ha pubblicato le monografie Con ostinata passione. Il cinema documentario di Cecilia Mangini e Nelle indie di quaggiù. Ernesto De Martino e il cinema etnografico. Come professore a contratto, ha insegnato nei corsi di cinema dell’Università della Basilicata e dell’Università di Bari. Esperto di produzione low-budget, autore di documentari sociali e lavori di video-documentazione, ha conseguito nel 2005 la specializzazione professionale come producer di documentari. Svolge attività di promozione e organizzazione culturale e dal 2002 ad oggi è stato ideatore e formatore in decine di laboratori di cinema, fotografia e comunicazione sociale nelle scuole e in corsi di formazione professionale. Ideatore e direttore artistico dal 2002 di Ignoti alla città. Rassegna itinerante del documentario italiano (Vincitrice per le edizioni 2017 e 2018 da Siae – Mibact Bando Millumino). Nel 2010 ha co-fondato la Cooperativa Camera a Sud e Comunicareilsociale.it, e dal 2017 è consulente dell’Agenzia per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia.

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