L’attivista degli alberi – 5 stereotipi sull’albero (in città e non solo)

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L’attivista degli alberi – 5 stereotipi sull’albero (in città e non solo)

| 20 Settembre 2021 | Pubblicato in Blog

Quando sono partita in sella alla mia bicicletta era mattina presto, e per le strade ancora nessuno. Tranne loro. I tagliatori di alberi.

E’ iniziata così una battaglia e un amore che dura dal 2016, quando con il fiatone, a tutte le ore della giornata lavorativa, raggiungevo i luoghi dei tagli. Perché sì, era una corsa contro il tempo, andavo veloce cercando di arrivare prima delle motoseghe. Andavo veloce e pronta a raccogliere gli improperi degli operai, per i quali quello era solo il loro lavoro, per me e per gli altri attivisti che si radunavano su quelle strade era invece un affronto, una dichiarazione di guerra, senza possibilità di risposta e ad armi impari.

Così si diventa attivisti per l’ambiente, quando senti forte odore di ingiustizia. Le Pine

Nel mio caso verso gli alberi, i grandi esseri fermi al loro posto che senza darlo a vedere fanno per noi tutto.

Per me e per gli altri attivisti è stata una battaglia non solo contro il tempo ma anche contro gli stereotipi.

5 stereotipi sull’albero (in città e non solo)

ombra albero

L’albero sporca! 

Ma siamo certi che sia giusto considerare sporco un materiale come le foglie, palmate, cuoriformi o aghiformi che siano, che resistono nell’ambiente al massimo due anni per poi decomporsi? Vogliamo paragonarle alla potente e indistruttibile plastica, che può resistere anche oltre i 450 anni? Mi viene qualche dubbio.

Il polline dei pioppi in primavera mi fa venire l’allergia!

E invece no, non sono loro, i tanto vituperati “piumini” dei pioppi a dare fastidio al nostro sistema, ma principalmente i pollini delle graminacee. I piumini invece sono composti da cellulosa, come il cotone, e quindi anallergici, e servono a trasportare i semi del pioppo, che così si garantisce la propagazione.

Gli alberi non potati rischiano di cadere in testa alle persone!

Molti alberi non hanno bisogno di potature, mantengono la loro chioma verde, come ad esempio i Pini, che sono veri e propri maestri di autodeterminazione, richiedendo poche cure o altri interventi, basta lasciarli esistere.

Il sottobosco va pulito per evitare gli incendi!

Non è vero, nel sottobosco, che non sono i rovi o le piante alloctone (non del posto) invasive, trovano casa piante particolari, alle volte rare, come le orchidee selvatiche (laddove il clima lo permette, per esempio sull’Appennino abruzzese ne abbiamo tantissime), funghi e organismi decompositori, poi uno strato di giovani alberi e arbusti. Tagliare tutto per “pulire” vorrebbe dire impoverire miseramente l’ecosistema del bosco e soprattutto togliere quello strato vitale che contribuisce a formare quell’unico grande super organismo che è il bosco.

Una pineta (come un bosco o un parco pubblico) non sono curati se si lasciano a terra gli alberi caduti!

Non è vero, i resti di un albero anche morto sono un’immensa ricchezza per la vita del bosco, sono il rifugio per gli insetti, colonie di piccoli animali che saranno cibo per altri esseri, produrranno concime per il terreno e rigenereranno la natura attorno, insomma, sono indicatori di  biodiversità e della naturalità degli ecosistemi forestali. 

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Isabella Micati

Isabella Micati, studia Cinema e Arte, coniuga il lavoro in ambito culturale con l’attivismo ambientale, la passione per gli alberi, il disegno botanico, il colore naturale e la tessitura. Cura con due colleghe attiviste un programma di Radio Città Popolare Pescara sull’Ambiente e l’Attivismo, LePine.

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