Visto da vicino nessuno è normale

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Visto da vicino nessuno è normale

| 13 Maggio 2021 | Pubblicato in Blog

La nostra dedica illustrata per questo nuovo post è a Franco Basaglia: il 13 maggio, infatti, ricorre il 43esimo anniversario della Legge 180 che chiuse per sempre i manicomi e pose fine ad una lunga sequenza di orrori e torture. 
“Visto da vicino nessuno è normale” è la sintesi del pensiero rivoluzionario di Basaglia, convinto che nessuno di noi può dirsi pienamente sano mentalmente e che, quindi, non avesse senso internare i malati psichici che, al contrario, si dovesse reintegrarli nella società attraverso un percorso di recupero che mettesse in primo piano la dignità della persona.

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In questo ricco 🙂 post quindi trovate:

  • un reportage sui luoghi della malattia mentale
  • un articolo su come i media dovrebbero riportare le notizie sulla salute mentale
  • un articolo e una video-intervista su Franca Ongaro Basaglia
  • un documentario breve di Cecilia Mangini
  • due progetti fotografici che raccontano il disagio psichico di bambini e adolescenti
  • un progetto in sostegno alle famiglie sulle tematiche relative alla depressione giovanile e al disagio in generale.

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Negli occhi dei pazzi: viaggio nei luoghi della malattia mentale

Uno scrittore, un fotografo: due sguardi sull’esplosione delle patologie in Italia nel 2021, sulla narrazione che ne facciamo. E una domanda: è possibile essere uomini e donne, fino in fondo, guardando in faccia la fragilità invece di pensare subito a come combatterla?
Un bellissimo reportage con testi di Daniele Mencarelli e foto di Valerio Bispuri per 7 de il Corriere della Sera. 

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Come i media dovrebbero riportare le notizie sulla salute mentale

Un bell’articolo di Valigia Blu su come i media dovrebbero riportare le notizie sulla salute mentale.
“Non si è mai parlato così tanto di salute mentale nelle interazioni sociali e nel dibattito pubblico come in questi primi mesi del 2021, ma non ci sono ancora i presupposti per una efficace e duratura sensibilizzazione. Se teniamo conto solo della copertura delle notizie sulla salute mentale da parte dei media tradizionali possiamo notare alcuni elementi ricorrenti: il linguaggio sensazionalistico, la presentazione di dati tanto clamorosi quanto privi di affidabilità, la scelta di immagini impressionanti, la mancata distinzione tra disagio associato alla pandemia e disturbi mentali, la noncuranza per la riservatezza e per la tutela delle persone intervistate, il coinvolgimento di esperti che convalidano i messaggi allarmistici, la semplificazione e la strumentalizzazione a fini politici, l’assenza di riferimenti ai servizi di aiuto. (…)
Un’informazione irresponsabile consolida gli stereotipi sulle persone che affrontano condizioni psichiatriche, accresce lo stigma e l’isolamento, crea un clima ostile all’ascolto e alle richieste di aiuto.”

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La storica Vinzia Fiorino racconta chi era Franca Ongaro Basaglia

“C’è una donna, tra le altre, che in Italia si è battuta strenuamente per la decostruzione della teoria di una presunta inferiorità biologica femminile, concetto chiave su cui nei secoli si era fondata l’esclusione delle donne dalla scena pubblica. Risponde al nome di Franca Ongaroconiugata Basaglia, anima teorica e comunicativa della coppia che liberò i malati di mente dall’infamia sociale e medica dei manicomi, dando il via a una rivoluzione copernicana nel trattamento dei disturbi psichiatrici in Italia a partire dalla legge 180 del 1978, conosciuta come ‘legge Basaglia’. Ma anche scrittrice, due volte senatrice (dal ’83 al ’92), e femminista ante litteram, critica di alcuni pilastri del patriarcato che sarebbero poi stati centrali negli Anni 70 per la riflessione del movimento delle donne, di cui colse tra le prime alcuni concetti-chiave”. Un interessante articolo e una video-intervista alla storica Vinzia Fiorino che racconta chi era Franca Ongaro Basaglia.

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La briglia sul collo

Per parlare di differenze, esclusione/inclusione e tentativi di omologazione vi proponiamo una perla cinematografica: il  documentario breve “La briglia sul collo” (1974)  di Cecilia Mangini, una vita per il cinema militante. Fabio, 7 anni, in italiano un  “caratteriale”, in romanesco “un impunito”, viene assegnato a una classe differenziale. Come reagisce la famiglia, cosa dicono i vicini, cosa pensano gli insegnanti, il preside, la psicologa della scuola elementare: il dubbio è che in gioco non ci sia la rieducazione di un bambino, ma il via libera all’omologazione sociale.

Per guardare il documentario

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Covid-19 Photos for Teens Home22

C’è un silenzio assordante sul disagio psichico di bambini e adolescenti. L’allarme recentemente lanciato dal reparto di neuropsichiatria del Bambino Gesù parla di un incredibile aumento dei disturbi mentali tra giovani e giovanissimi in tempo di pandemia: il 30 per cento in più dei ricoveri per tentativi di suicidio, atti di autolesionismo, disturbi alimentari. Non è soltanto l’aumento  e l’età, sempre più bassa a preoccupare, il vero problema è anche l’offerta assistenziale che per la psichiatria dell’età evolutiva nel nostro paese è davvero molto modesta. Serve un cambio di rotta della politica che deve destinare risorse ai servizi territoriali di neuropsichiatria che negli ultimi 20 anni sono stati tutti depotenziati.

Il progetto Covid-19 Photos for Teens nasce con la prima ondata pandemica raduna giovani fotografi di tutto il mondo che stanno combattendo l’isolamento sociale e unendo le forze online per condividere il loro lavoro, la loro forza e le loro speranze per il futuro: “È fondamentale poter parlare di come il virus stia colpendo i giovani in termini di salute mentale e pregiudizi. È inoltre cruciale offrirci uno sbocco creativo per poter esprimere il nostro punto di vista. La mia speranza è che questo account possa essere usato come voce per tutti quei giovani che si sentono ansiosi e messi alla prova.”

Home22 è il diario visivo di 30 giovani fotografi di 22 anni costretti a casa, durante la seconda ondata pandemica. Raccontano l’ambiente nel quale vivono e nel quale sono confinati, l’ambiente domestico, a volte quello familiare, in altri casi l’appartamento condiviso con i compagni di studi, oppure la rappresentazione intima e personale della propria visione di casa che a volte può e deve necessariamente essere reinterpretata. “Questa particolare condizione ci ha dato l’occasione sia di riscoprire ciò che abbiamo sempre avuto intorno, sia di riscoprire noi stessi. Così noi giovani fotografi abbiamo cercato di dare la nostra interpretazione di casa rifacendoci ai diversi significati che le abbiamo attribuito”.

La malattia mentale non è un tabù – Anto Paninabella OdV

Con uno cartellone in piazza, a Macerata, la 26enne Ilaria Gazzella, nel febbraio scorso, aveva provato a squarciare il velo del silenzio sulla salute mentale: “Vorrei sensibilizzare sul tema della salute mentale, attorno al quale girano tantissimi tabù. Ci sono persone che soffrono e si sentono emarginate. (…) Come me tantissimi giovani stanno soffrendo in silenzio perché hanno paura di essere giudicati. Nel periodo pandemico che stiamo vivendo è ancor più importante parlare di salute mentale perché si è costretti a stare molto di più con sé stessi e con il proprio malessere. (…) Vorrei che ci fossero più iniziative volte alla sensibilizzazione delle problematiche legate alla salute mentale “
Purtroppo Ilaria non ce l’ha fatta, ma la sua battaglia non deve essere dimenticata. Per parlare correttamente di queste tematiche vi segnaliamo un bel progetto di una OdV nata nel ricordo di Antonella Diacono, suicida a 13 anni.
L’associazione nasce con l’obiettivo di prevenire queste tragedie e fonda le proprie numerose iniziative su tre pilastri: la lotta al pregiudizio, all’esclusione e alla indifferenza; la lotta contro la vergogna del proprio dolore interiore; la sensibilizzazione di docenti e genitori sulle tematiche relative alla depressione giovanile e al disagio in generale.

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